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2 ottobre 2013

APPUNTAMENTI AUTUNNALI 2013

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CONFERENZE (BIBLIOTECA COMUNALE DI LAVENO)

Giovedì 17 Ottobre, ore 18:
"Come ridurre lo stress" (Licia Costantini)

Giovedì 24 Ottobre, ore 18:
"Ayurveda, una scienza per la salute" (Amadio Bianchi, mio maestro di Ayurveda)
Segue cena vegetariana con il Maestro presso l'Agriturismo Terra Libera di Azzio (prenotazioni: Annalisa 346 28 93 392  www.terralibera.it)

Giovedì 31 Ottobre, ore 18:
"La via della natura": prepararsi all'autunno-inverno con le erbe (Licia Costantini)




INCONTRI DI MEDITAZIONE 



Ogni martedì alle ore 20,30 - 21,30 presso il Centro Yoga Amrita di via Castelli 35 a Gemonio (ingresso ad offerta libera).




CORSO PER LA RIDUZIONE DELLO STRESS: MINDFULNESS E TECNICHE DI RILASSAMENTO.

Otto incontri settimanali da giovedì 31 Ottobre alle ore 20,30 - 22,30 presso il Centro Yoga Amrita di via Castelli 35 a Gemonio.

25 maggio 2011

MINDFULNESS

La meditazione batte i farmaci

Basta un'ora per dimezzare il dolore. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, lo zen ha un effetto analgesico. Durante l'esercizio della concentrazione "positiva", nel cervello si accendono alcune aree e se ne spengono delle altre in un'azione "combinata" che riduce la sofferenza anche del 40%

ROMA - Altro che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un'ora di meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre l'intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste "certezze" sono il punto d'arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale lo zen batte i farmaci perché è in grado di influenzare l'attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di "assopire" la corteccia somatosensoriale e di "svegliare" il cingolo anteriore, l'insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione "combinata" sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere analgesico.

"L'effetto che abbiamo riscontrato è sorprendente - spiega Fadel Zeidan, autore dello studio - basti pensare che la morfina o altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%". Per testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il campione è stato invitato a partecipare a un corso intensivo di una paricolare forma di meditazione, chiamata 'mindfullness'. Ogni lezione di "attenzione
focalizzata" durava 20 minuti, durante gli incontri ai partecipanti si chiedeva di concentrare la mente sul respiro, di mandare via pensieri intrusivi ed emozioni negative.

Contemporaneamente gli studiosi, con un'apposita apparecchiatura sistemata sotto la gamba destra dei soggetti, generavano per cinque minuti un calore dolorifico, raggiungendo una temperatura di 49 gradi centigradi. Prima e dopo le lezioni, i ricercatori fotografavano ciò che accadeva nel cervello dei partecipanti grazie a una speciale risonanza magnetica, chiamata Arterial spin labelling. Questa particolare tecnica è in grado di rilevare, attraverso la mappatura del flusso sanguigno, l'intensità del dolore. Così registravano le reazioni dei partecipanti al dolore sia durante l'esercitazione sia mentre erano a riposo. E' emerso che la meditazione spegne il dolore riducendolo del 40%, con delle punte del 93% in alcuni volontari.

A livello cerebrale le scansioni hanno messo in evidenza una riduzione significativa dell'attività della corteccia somato-sensoriale, un'area fortemente coinvolta nella genesi della sensazione di dolore. Contemporaneamente si iperattivavano anche altre zone: il cingolo anteriore, l'insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. "Queste regioni cerebrali - dicono i ricercatori - plasmano il modo in cui il cervello costruisce l'esperienza del dolore a partire dai segnali nervosi provenienti dal corpo". Una delle ragioni per cui la meditazione può essere stata così efficace nel bloccare il dolore è che non agisce su una singola regione del cervello, ma a più livelli.

"Questo studio - dice Fadel Zeidan - mostra che la meditazione produce effetti realmente positivi sul cervello. E che quindi potrebbe garantire il controllo del dolore senza l'utilizzo di farmaci"

19 aprile 2011

UN LIBRO

A chi fosse interessato ad un approccio scientifico alle tematiche del benessere e al rapporto mente-cervello-relazioni, consiglio la lettura dell’ottimo volume di DANIEL SIEGEL, Mindfulness e cervello, Raffaello Cortina .
Daniel Siegel è un neurobiologo statunitense. E’ direttore del Mindsight institut e condirettore del Mindful Awareness Research Center della University of California, Los Angeles.
In questo libro Siegel ci invita ad esplorare ciò che significa vivere nel qui ed ora. La “mindfulness” (presenza mentale) non è una pratica nuova. Antiche culture e religioni propongono metodi differenti (dalla meditazione allo yoga, dal massaggio ayurvedico o tibetano fino alle varie pratiche per ridurre lo stress) per aiutare le persone a raggiungere il benessere sintonizzandosi con il presente. Siegel integra queste tradizioni con le scoperte di ricerche d’avanguardia nel campo delle neuroscienze. Secondo l’autore, la “consapevolezza” crea una sintonizzazione con noi stessi che attiva specifici circuiti cerebrali, inducendo un’ampia gamma di effetti benefici, dall’equilibrio emotivo al miglioramento del funzionamento cardiaco. Lo sviluppo di questi tratti ci consente di affrontare le sfide della vita con un senso nuovo di equilibrio e di chiarezza.
Attenzione: lettura un po’ impegnativa J